PINOCCHIO reggilibro di Danese - designed by Alfredo Häberli



Pinocchio reggilibri di Danese (1997) designed by Alfredo Häberli
legno di pero, regolabile in altezza, cm. 11 x 2 x H 25


Questo piccolo uomo di legno merita il suo posto sullo scafale. Lui è regolato in modo che la sua lunghezza si inserisce nello spazio tra due scaffali di libri, e la semplice pressione sul naso lo blocca in posizione.

Comitato Nazionale Monumento Pinocchio - cartoline 1952 Roberto Lemmi


Illustratore Roberto Lemmiemesse nel 1952 dal Comitato Nazionale Monumento a Pinocchio per il concorso del 1954 - timbrate Firenze 26-6-54

N° 6 cartoline di una serie completa,
cm. 14.6 x 10.8

Esemplari completi di gettone applicato al verso e indispensabile per la partecipazione al concorso
Comitato Nazionale Monumento a Pinocchio in collaborazione con l'Associazione Nazionale Tubercolotici di Guerra.

Riprende la serie di disegni fatti da Lemmi su tempera su carta, cm. 32.5 x 25 











 






























Tibi incontra Pinocchio - “Tibi e Tàscia” di Saverio Strati


Grazie a Saverio Strati, don Michelino il signorino fa incontrare al suo giovane amico Tibi-Tiberio il libro di Pinocchio.





«... L'hai letto Pinocchio? Ti è piaciuto?»
«Pinocchio? Chi è Pinocchio?» fece Tibi, e guardava il signorino a bocca spalancata.
«Non hai mai letto libri per ragazzi?» gli disse don Michelino, meravigliato che Tibi non conosceva Pinocchio.
«Io so leggere appena appena, eppoi non ho libri» disse Tibi, ed abbassò gli occhi in terra. Ora desiderava essere solo. Don Michelino col suo sapere lo soffocava, lo annientava. Che cos'era Pinocchio? Il mondo diventava più grande nell'immaginazione di Tibi, più misterioso, più difficile; egli era incapace di conoscerlo e di capirlo. [...]
Né ora pensava a Pinocchio...  [...]

Don Michelino ad un tratto mise una mano sulle spalle di Tibi e gli disse:
«Se vuoi leggere Pinocchio, poi te lo darò».
A queste parole, la malinconia che Tibi aveva e il malumore gli volarono via
 come il fumo di un fiammifero che si spegne. Tibi guardò il signorino ed ardì:
«E Pinocchio è un libro per ragazzi?»
«Un bellissimo libro per ragazzi» gli disse don Michelino. «Io l'ho letto più di dieci volte... Lo so quasi tutto a memoria» e gli raccontò le fantastiche avventure del famoso burattino.
Tibi ascoltava a bocca aperta, e già la sua fantasia s'era messa in moto, vagava per mondi meravigliosi e fantastici. Quando don Michelino ebbe finito, gli disse, senza timidezza, stavolta:
«E me lo fate leggere davvero, signorino?»«Te l'ho promesso io stesso». [...]
«Oggi non ho studiato» e si alzò ed andò a sedersi alla scrivania. Da una pila di libri, ne prese uno dalla copertina lucida e rossa. «Vedi?» disse a Tibi, e gli mostrò il libro. «Quest'è Pinocchio. Se poi lo vorrai leggere... Prendilo!»
Tibi prese il libro, lo girò e rigirò tra le mani, poi l'aprì e prese a sillabare, mentalmente, la prima parola che gli cadde sotto gli occhi. «Dammelo: ti leggo una pagina» gli disse don Michelino, e gli prese il libro di mano e lesse la prima pagina speditamente, scandendo con chiarezza le parole e facendo le dovute pause ad ogni virgola e ad ogni punto.
Tibi seguiva trasognato.
 “Se sapessi leggere come te!” si disse.
 
«Leggi tu!» gli disse don Michelino, all'improvviso, interrompendo la lettura; e gli porse il libro.
Tibi arrossì sino alla radice dei capelli, poi diventò bianco. Tremò, abbassando gli occhi, balbettò:
«No... no... non so, io non so!» e si passò una mano sulla fronte, giacché si sentiva tutto bagnato di sudore.
Don Michelino sorrise di quest'impaccio di Tibi; ma insistette: «Leggi, su!»
Tibi scosse la testa, si scostò perfino dalla scrivania. Ché le parole stampate, don Michelino presente, diventavano come delle vipere... [...]

Tibi, rimasto solo un'altra volta, prese Pinocchio in mano, l'aprì e vi lesse la prima riga della prima pagina. Ci mise più di dieci minuti per sillabarla... Povero lui! Non sapeva leggere, non capiva niente. Ché il significato di quelle parole era oscuro... [...]

«Leggeremo Pinocchio insieme e tu mi racconterai delle storie popolari... Ne sai?»
Tibi gli disse di sì, che ne sapeva, guardandolo negli occhi. [...]

Anche quel giorno fu zeppo di cose nuove e memorabile, per Tibi, che stette sino a tardi al palazzo, e s'incominciava a sentire a suo agio, e raccontò a don Michelino delle fiabe e gli recitò delle poesie dialettali. Don Michelino gli raccontò alcune storie di libri e, la sera, quando Tibi stava per andare via, gli diede Pinocchio.



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Saverio Strati
Tibi e Tàscia
Ed. Gangemi, 2007   

PINOCCHIO VISTO DA UMBERTO ECO




“Fremevo di fronte a una bella edizione di Pinocchio, illustrata da Mussino nel 1911, dalle pagine slabbrate e macchiate di caffellatte. Tutti sanno che cosa racconta Pinocchio, di Pinocchio mi era rimasta una immagine gaiamente fiabesca, e chissà quante volte l'avrò raccontato ai nipotini tenendoli allegri, eppure ho provato un brivido di fronte a illustrazioni terrificanti, giocate su due soli colori, giallo e nero o verde e nero, che nelle loro volute liberty mi assalivano con la barba fluviale di Mangiafuoco, con gli inquietanti capelli turchini della fata, con le visioni notturne degli Assassini o con il rictus del Pescatore Verde. Mi sono forse rannicchiato sotto alle coperte, le notti di temporale, dopo aver guardato quel Pinocchio?”

da: Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana, Ed. Bompiani, 2004, pp. 134-137

Pinocchio - Confidenze di Hitler, di Hermann Rauschning


Ristampa anastatica del libro edito clandestinamente nel 1944
di HERMANN RAUSCHNING - CONFIDENZE DI HITLER

un libro antinazista e antifascista scritto tra il 1932 e il 1934, stampato nel 1939 in molte lingue contemporaneamente, ma non in italiano. In veste italiana è pubblicato, appunto, nel 1944 tradotto e stampato e venduto clandestinamente nel 1944-1945

Il libro è conosciuto come Pinocchio, in quanto veniva mascherato con la sovraccoperta della famosa opera di Collodi.

Le xilografie delle copertine sono dello scultore Amleto Sartori, arrestato e torturato dalle S.S. di palazzo Giusti.





La presente ristampata delle Edizioni ERRECI di Padova del febbraio 1974, composta di XXVII + 285 pagine, è una edizione fuori commercio, stampata in poche copie, e si deve al contributo della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo,
«adempiendo ad un servizio storico e civico, rievocando degnamente il trentesimo anniversario di una esemplare coalizione morale di spiriti generosi e insieme additando alla riflessione ed imitazione nostra e di tutti un'autentica coraggiosa lezione di libertà.»
E la scheda editoriale, che qui subito segue (pure anastaticamente riprodotta), ce lo annota assieme a quanti rischiosamente contribuirono all'uscita di un'edizione che tutti assieme consapevolmente realizzarono e vollero in quel momento come paradigmatica testimonianza di resistenza morale e politica ad un tempo.











 


Vamba rende omaggio a Collodi (Il giornalino della Domenica) 1906

 
 

Il 24 giugno 1906, sotto la direzione di Vamba (Luigi Bertelli) e per i tipi di Bemporad, aveva visto la luce a Firenze «Il giornalino della Domenica», settimanale illustrato per ragazzi, che «farà di tutto per contentare tutti; e a me, indegnamente chiamato a fondarlo e a dirigerlo, dànno affidamento di buona riuscita i geniali artisti e gli scrittori e le scrittici che più godono meritata fama nel pubblico italiano, e che vollero con squisita bontà promettermi il loro valido aiuto».

Pubblico l'articolo apparso nel Anno I - N° 23 del 25 Novembre 1906
il cui numero della rivista fa parte della collezione Rames Gaiba.

Buona lettura!




Qua voi tutti, ragazzi che avete riso e pianto sugli episodi comici o tristi dei personaggi che Collodi creava e faceva vivere per voi, qua, ragazzi intorno a Lui, a festeggiare lo scrittore diletto, oggi ch'è la sua festa.
Noi, per festeggiarlo, abbiamo voluto che questo numero del Giornalino della Domenica fosse specialmente a Lui dedicato; abbiamo pregato il fratello suo, Ippolito Lorenzini, di evocare i lontani anni dell'infanzia e i teneri ricordi familiari; e ciascun di noi ha offerto alla cara memoria di Collodi un fiore nel quale  è ancora un po' di profumo della nostra innocenza perduta. Ma voi, ragazzi, facendoci corona in questa buona intenzione che ci muove, sarete della festa l'ornamento migliore e a Lui più gradito; e le darete la gaiezza sana e vivace de' vostri colori e la freschezza fragrante delle vostre piccole anime ingenue che si schiudono all'amore di tutto ciò che è buono e bello.
Ed Egli sorriderà nella sua faccia aperta e gioviale, del sorriso che illuminava i suoi limpidi occhi sereni quando, scrivendo per voi, prevedeva il sorriso nei vostri intenti alla preferita lettura.
Egli ebbe le virtù migliori per interessarvi e per commuovervi. Fi soldato della Patria nei tempi eroici del suo risorgimento e voi ammirate gli uomini coraggiosi, che si battono contro i sopraffattori; egli aveva l'anima piena di sentimenti delicati e squisiti (quell'anima che gli suggerì di dare tutta la sua opera di scrittore al nome del paese della sua mamma a Collodi), e a voi, ragazzi, avvolti nelle tutelatrici tenerezze materne, la gentilezza piace; egli era, sebbene illustre, un modesto uomo alla buona, e voi vi stringete subito di sviscerata amicizia con chi non ostenta alla vostra presenza la superiorità della propria statura.
Egli vi amò molto, ed è naturale che voi molto amiate lui. Vi amò e vi capì; e nei personaggi dei suoi libri, che ancor sono de' migliori nella letteratura a voi dedicata, seppe ritrarvi vivi e parlanti, con tutte le vostre qualità buone e cattive, senza calunniarvi e senza adularvi, non dipingendovi né tutti angioli né tutti diavoli, ma raffigurandovi nella vita quali siete.
Egli non vi faceva prediche: le aveva a noia come le avete a noia voialtri; ma vi sapeva presentare con grande ed efficace semplicità, sempre in contrasto fra loro, il bene e il male, in modo da entusiasmarvi per l'uno e scandalizzarvi dell'altro, ma divertendovi sempre, non fugando mai dal vostro volto il sorriso, ch' è la cosa più bella e più buona che avete.
Qui, dunque, ragazzi, intorno al buon Collodi che vi volle tanto bene e al quale volete tanto bene e festeggiatelo, chè è oggi la festa sua; e possiate ancora per molti anni deliziarvi nella gioconda lettura di Pinocchio, piangendo e ridendo ai casi di un burattino che in fine diventa un uomo.
Verrà purtroppo, cari ragazzi miei, il tempo in cui dovrete piangere e ridere ai casi di molti uomini che diventano burattini.
 



Vamba        




 
 
  

PINOCCHIO: i fumetti della casa editrice Nerbini

I PERIODICI
“Il giornale dei ragazzi italiani” è diretto da Collodi Nipote (Paolo Lorenzini), il cui nome compare nella testata dalla caratteristica scritta rossa su fondo giallo con sulla sinistra l’immagine di Pinocchio. Esce a dodici pagine e costa centesimi 40 (passa a otto pagine dal n. 19 del 18 settembre 1938 e costa centesimi 25). Fumetti in bianco/nero e colori; 34x26 cm. – Settimanale. I testi sono di Collodi Nipote; disegni di Giorgio Scudellari.

Pinocchio in Somarilandia (MAG-1938)
Pinocchio alla Mecca (GIU-1938)
Pinocchio nel Far-West (AGO-1938)
Pinocchio pescatore di perle (AGO- 1938)
Pinocchio divo del cinema (NOV-1938)


GLI ALBI
Pinocchio fu riadattato per i fumetti prima da Carlo Cossio, che lo presentò sul settimanale “Pinocchio” e in seguito da Giorgio Scudellari che, su testi di Paolo Lorenzini, continuò a farne uscire le comiche avventure sui giornalini nerbiniani.

La prima serie presentata (quella anteguerra) è composta da due parti. La prima è costituita da dodici racconti, numerati in 4a di copertina , pubblicati solo in forma di albo con vignette in bianco e nero; 19,5x27,5 – 28 – 28,5cm. – Settimanale e una periodicità quindicinale. I disegni sono tutti di Giorgio Scandellari eccetto quelli di “Pinocchio ferroviere”, che risultano essere di mano di Mario Tempesti. Le vivacissime copertine sono sempre dello Scudellari e tutti i fascicoli si presentano sempre con la stessa veste tipografica, lo stesso numero di pagine (16) e lo stesso prezzo di 80 centesimi.

I due fascicoli “Albi Grandi Avventure” ** hanno una dimensione di 21,5x31,5 – Prezzo di copertina Lire 3.

Pinocchio al mare (OTT-1937) Nr. 1 del 17 ottobre 1937 - XV anno fascista


 
Pinocchio va a caccia (OTT-1937) Nr. 2 del 31 ottobre 1937 - XV anno fascista
Pinocchio nella luna (NOV-1937) * Nr. 3 del 14 novembre 1937


Pinocchio ferroviere (NOV-1937) Nr. 4 del 30 novembre 1937


Pinocchio sciatore (DIC-1937) * Nr. 6 del 26 dicembre 1937
Pinocchio corsaro (DIC-1937)
Pinocchio e la Befana (GEN-1938) Nr. 7


Pinocchio esploratore (GEN-1938)
Pinocchio nell’Alaska (FEB-1938) Nr. 9 del 1 febbraio 1938
Pinocchio in maschera (FEB-1938)
Pinocchio in Cina (MAR-1938)
Pinocchio poliziotto (MAR-1938)
Pinocchio ‘900 (LUG-1938)
Pinocchio alla Mecca (AGO-1938)
Pinocchio in Somarilandia (AGO-1938)
Pinocchio e la fanciulla del West (SET-1938)
Pinocchio pescatore di perle (OTT-1938)
Pinocchio divo del cinema (DIC-1938)

Pinocchio sciatore (DIC-1943) ** (Albi Grandi Avventure - n° 24)
Pinocchio nella luna (GEN-1944) ** (Albi Grandi Avventure – n° 27)


I PICCOLISSIMI ALBI NERBINI
Gli albi, formato a striscia, sono costituiti da 36 pagine e presentano illustrazioni in bianco e nero e copertina a colori; 7x16 cm. – Il prezzo è di Lire 10

La collezione non è datata e si può far risalire al 1948. Le illustrazioni, dove non sotto indicato, sono di Giorgio Scudellari. La numerazione relativa a Pinocchio non è progressiva perché alcuni numeri non riguardono Pinocchio.

N. 1 – Pinocchio nella luna
N. 2 – Pinocchio ferroviere
N. 3 – Pinocchio a caccia
N. 4 – Pinocchio esploratore
N. 5 – Pinocchio sciatore 

N. 9 – Pinocchio alla Mecca
N. 10 – Pinocchio e i due ladroni 
 
N. 11 – Pinocchio al mare


N. 13 - Pinocchio in Somarilandia



N. 14 – Pinocchio nell’oasi di Bubussa
N. 15 – Pinocchio nel Far West
N. 16 – Pinocchio e il Bandito Lupo Giallo
N. 17 – Pinocchio pescatore di perle
N. 18 – Pinocchio contro i pirati
N. 19 – Pinocchio divo del cinema
N. 20 – Pinocchio a Sing-Sing
N. 21 – Pinocchio nella Grande Metropoli

N. 22 – Pinocchio milionario
N. 23 – Pinocchio spazzacamino
N. 24 – Pinocchio Robinson



N. 29 – Pinocchio ciclista – disegni di Bibi
N. 30 – Pinocchio aviatore – disegni di Bibi
N. 37 – Pinocchio boxeur – disegni di Cifa
N. 38 – Pinocchio a scuola – disegni di G. Lani
N. 40 – Pinocchio al circo – disegni di Cifa
N. 42 – Pinocchio e Fifì


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ULTIMA MODIFICA / AGGIUNTA: 31 Maggio 2015


© Riproduzione riservata

Pinocchio: Marcello Dudovich (1918) - "Zenit" II Serie


Pinocchio "Zenit" Serie II - Anno 1918
Illustratore: Marcello Dudovich (1878-1962)
Edizioni d'Arte F. Polenghi e C. Torino
Serie completa di 6 cartoline, dimensione cm. 14 x 9 non viaggiate e scritte.
Fa parte della collezione Rames Gaiba  
 

Serie IIª - N. 1
 
È Pinocchio innamorato
come un gatto di Lelè
ohe lo sgrida ognor perché
il soldato non vuol far.
 
 
Serie IIª - N. 2
 
Disperato, il poverino
piange e implora un po' d'amor:
sarà vano il suo dolor
se alla guerra ei non andrà!...

Serie IIª - N. 3
 
Vinto alfine dallo scorno
si decide a dir di sì:
va, s'arruola lì per lì
e un bel bacio in premio ottien.  
 
 
Serie IIª - N. 4
 
Lieto e fier, per ogni canto,
a chi udito ancor non l'ha,
a recar l'annunzio va
della grande decision.
 

Serie IIª - N. 5
 
Non è ancor passato un giorno
e un perfetto bersaglier
fa il suo ingresso nel quartier,
fra gli evviva! e fra gli urrah! 




Serie IIª - N. 6
 
Presto parte..... e della bella
per frenar la commozion
le promette con passion
di tornare vincitor!...


Marcello Dudovich


Marcello Dudovich (Trieste, 21 marzo 1878 – Milano, 31 marzo 1962) è stato un pittore e cartellonista pubblicitario italiano.
Da Trieste si trasferisce a Milano nel 1898, dopo aver fatto le scuole "Reali", istituto d’arte... professionale. Viene assunto come litografo alle Officine Ricordi. Notato dal famoso cartellonista Leopoldo Metlicovitz, viene incaricato di realizzare bozzetti per la pubblicità.
Trasferitosi a Bologna inizia a creare cartelloni pubblicitari, copertine ed illustrazioni per varie riviste (Italia Ride nel 1900 e Fantasio nel 1902), Qui incontra Elisa Bucchi, futura moglie.
All'Esposizione Universale di Parigi del 1900 viene premiato con la Medaglia d'Oro.
Ritorna a Milano alle Officine Grafiche Ricordi nel 1905 per creare nuovi manifesti, tra i più famosi quelli per i magazzini Mele di Napoli e per Borsalino, premiato nel 1911.
Nel 1906 per la celebrazione, il Traforo del Sempione indice un concorso che Dudovich vince, ma il manifesto non verrà stampato.
Nel 1911 è chiamato a Monaco di Baviera (1911), dove sostituisce Reznicek come disegnatore nella redazione di Simplicissimus periodico di satira politica e sociale. Qui sposa Elisa Bucchi, conosciuta durante il soggiorno a Bologna.
A Torino, tra il 1917 ed 1919, crea per il cinema diversi cartelloni e lavora per varie aziende (Carpano, Fiat, Pirelli, Alfa Romeo e le Assicurazioni Generali).
Per La Rinascente di Milano realizza diversi manifesti (tra il 1920 e il 1929) e nel 1922 viene nominato direttore artistico dell'Igap.
Nel 1930 disegna il celebre manifesto per i copertoni Pirelli. Dopo la Prima Guerra Mondiale lascia un po’ da parte l’attività pubblicitaria e si dedica alla pittura.
Muore il 31 marzo 1962 a Milano per emorragia cerebrale.



Rames Gaiba

PINOCCHIO di Eugenio Taccini


Due piccole opere del Maestro Pittore Ceramista Eugenio Taccini, di Montelupo Fiorentino

Pinocchio (2013)
in ceramica; altezza cm. 15 circa, larghe cm. 5-6 circa, lunghe cm. 18 circa

Collezione Rames Gaiba

 
 
 
 
 
 
 
con la loro voluta imperfezione scultorea è frutto della sua fantasia artistica
queste sculture sono state modellate e dipinte  a mano dal maestro Eugenio Taccini e sono firmate di suo pugno.


PINOCCHIO: i pannelli ceramici di Eugenio Taccinihttp://pinocchio-e-pinocchiate.blogspot.it/2013/05/pinocchio-i-pannelli-ceramici-di.html
Eugenio Taccini - Official Web Sitehttp://www.eugeniotaccini.com/eugenio_taccini/home.html

 

PINOCCHIO nella pubblicità (cartoline, etichette)


PINOCCHIO - Cartolina "Aperitivo Pinocchio"
Ill. Lupa, soprannome artistico di Luigi Paradisi - probabilmente anni '20

cm. 9 x 14, fustellata nella parte del busto di Pinocchio.


Retro della cartolina "Aperitivo Pinocchio"
 



Pinocchio: etichetta aperitivo anni '20
illustratore Lupa, soprannome artistico di Luigi Paradisi
 
  
 
L' etichetta misura cm. 13,5x9,2. In perfetto stato di conservazione è stampata su raffinata carta lucida . La seconda immagine è un particolare della scritta centrale che, nei colori della bandiera patria, con versi sorridenti, ci comunica che  la ditta C. Anselmo & C. di Torino (Casa fondata nel 1854) offre un prezioso omaggio: ad ogni bottiglia  del rinomato vermouth sarà unito un esemplare  dell’ amato  burattino.

Se Geppetto a colpo d'occhio,
col suo legno fé Pinocchio
Casa Anselmo, da Torino
ha lanciato il Burattino. 
In regalo a ogni Bottiglia 
del liquore per Famiglia,
Che saltella per il mondo,
il tuo bimbo a far giocondo!
 
 


cartolina postale (1925) - illustratore: A. Ortelli dimensioni: cm. 8,8 x 13,5


 
cartolina "Marmellata Fede" 
illustratore Leopoldo Metlicovitz (1868-1944)
anni '30
dimensioni cm. 14 x 9
Pittore, illustratore, scenografo teatrale e pubblicitario italiano, esponente del liberty.
E' considerato assieme a Marcello Dudovich uno dei padri del moderno cartellonismo italiano.

cartolina Pinocchio, azienda Raffaelli Enrico di Veneri di Pescia (Pistoia)
presumibilmente anni ' 80 - cm. 15 x 9,8  
 
"Antiche tradizioni per riscoprire sapori mantenuti al di là del tempo." 


 
 
Dalla collezione Rames Gaiba